L’avvocato 4.0 e l’intelligenza artificiale applicata al diritto

L’intelligenza artificiale è ormai al centro del dibattito internazionale. Un dibattito che si anima con il sempre maggiore utilizzo delle tecnologie di AI in ogni ambito della nostra vita sociale ed economica.

Siamo davanti ad una rivoluzione che avrà, e in parte sta già avendo, importanti conseguenze sociali, economiche e culturali. L’implementazione di sistemi di intelligenza artificiale ha avuto, negli ultimi mesi, una rapida impennata e si prevede che nell’immediato futuro sempre più realtà vi faranno ricorso.

In questo contesto la commissione europea si è spesa per fornire una base normativa all’utilizzo di sistemi di AI intervenendo in diverse aree:

  • Aspetti etici
  • Responsabilità civile
  • Proprietà intellettuale
  • Tutela dei consumatori
  • Linee guida in campo militare e civile

Con un impegno senza precedenti si vuole infatti fornire una base operativa per affrontare il cambiamento epocale che abbiamo davanti.

Intelligenza artificiale e diritto. Un dibattito ancora aperto

L’applicazione dell’intelligenza artificiale in ambito legale è ancora fonte di grande dibattito, e vivaci discussioni si sono generate a margine del suo utilizzo. 

Il suo impiego, che ancora trova resistenze da parte di alcuni addetti al settore, trova la sua esplicitazione migliore in diverse aree di intervento:

  • Predisposizione di atti e analisi di documenti
  • Previsione dell’esito delle cause
  • Formulazione di giudizi, ma solo sotto la supervisione umana

Quando si parla di predisposizione di atti e analisi dei documenti, l’intelligenza artificiale può risultare decisamente utile. Soprattutto nei riguardi di atti ripetitivi o che comportino l’analisi di una grande mole di documenti. 

Altra possibilità di utilizzo dell’intelligenza artificiale è legata alle sue capacità predittive: 

  • Prevenire la criminalità
  • Individuare gli argomenti a sostegno di una determinata tesi
  • Prevedere l’esito di un giudizio

La possibilità che un sistema di AI possa prevedere l’esito di una causa può essere uno strumento fondamentale per il lavoro di un avvocato. Conoscere le probabilità di vittoria, sia pure con un margine di errore, può contribuire ad indirizzare le scelte strategiche verso azioni più funzionali.

Ultima, e molto discussa possibilità di applicazione della AI è quella dell’emissione di giudizi. Il dibattito sulla questione è ancora aperto. Se nel campo del diritto civile e tributario sembra possibile ricorrere a giudizi emessi dalle macchine, non si può dire lo stesso per l’ambito penale. Una discussione etica su questo punto è improrogabile.

Carta etica europea. Un tentativo di superare il dibattito

Le numerose questioni etiche e metodologiche legate all’uso dell’intelligenza artificiale in ambito legale ha portato alla stesura della “Carta etica europea per l’uso dell’intelligenza artificiale nei sistemi di giustizia penale e nei relativi ambienti”. Documento nel quale si evidenziano le linee guida per l’applicazione dell’intelligenza artificiale nell’ambito della giustizia secondo i seguenti principi fondamentali:

  • Rispetto dei diritti fondamentali
  • Non discriminazione
  • Qualità e sicurezza
  • Trasparenza
  • Garanzia dell’intervento umano

Si tratta di un grande passo in avanti che di fatto sdogana l’utilizzo della AI in ambito legale sia pur con alcune limitazioni. La più importante delle quali è la garanzia dell’intervento umano per evitare un approccio oltremodo deterministico. 

In buona sostanza, intelligenza artificiale sì, ma a patto che il suo operato sia sempre supervisionato dall’uomo!

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