Forum Internazionale della Cooperazione Euromediterranea

Nelle giornate del 13 e 14 marzo 2019 si è svolto a Cagliari il Forum Internazionale della Cooperazione Euromediterranea, organizzato dalla Camera di Cooperazione Italo-Araba col patrocinio della Fondazione di Sardegna.

Nel corso della sessione plenaria, svoltasi il 13 marzo alle Scalette di San Sepolcro, si sono discusse varie tematiche in tema di collaborazione internazionale tra i Paesi del Mediterraneo, i risultati finora raggiunti e i nuovi obiettivi prefissati dall’Unione Europea e dagli Stati che con essa collaborano.

Durante il Forum sono intervenuti:

  • Raimondo Schiavone, consigliere delegato della Camera di Cooperazione Italo-Araba;
  • Carlo Tidu, rappresentante del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale;
  • Aldo Puleo, responsabile del programma ENI CBC Bacino del Mediterraneo;
  • Mauro Carta, di Fondazione con il Sud;
  • Gabor Pinna della Sfirs S.p.a.;
  • Ikram Makni, presidente della Camera di Commercio di Sfax (Tunisia);
  • Enry Di Giacomo, responsabile della Camera di Commercio Italo-Maltese;
  • Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna.

Il ruolo dell’Italia nella cooperazione Euromediterranea

Dopo una breve introduzione degli ospiti da parte del Dott. Schiavone, il Dott. Carlo Tidu, rappresentante del Ministero degli Affari Esteri, inizia il suo discorso sul ruolo dell’Italia nel Mediterraneo.

Tidu spiega che non esiste una strategia unica di cooperazione per tutti i Paesi del bacino del Mediterraneo, ma che ogni nazione vive situazioni diverse e ha esigenze diverse, quindi i programmi di cooperazione devono essere di volta in volta adeguati di conseguenza.

Fa gli esempi della Siria e del Libano, dove la cooperazione dell’Italia è in campo umanitario, mentre in Egitto e Tunisia gli sforzi dell’Italia si concentrano sullo sviluppo delle piccole e medie imprese.

Tuttavia se le circostanze lo consentono, sono possibili programmi regionali, in cui per due o più nazioni si attua lo stesso piano di collaborazione (le nazioni citate ne sono un esempio).

Inoltre il nostro Paese è impegnato, assieme all’UNESCO, anche nella salvaguardia del patrimonio culturale: è il caso del sito archeologico di Petra, in Giordania.

Se da un lato l’Italia si fa promotrice assieme all’Unione Europea o alle Nazioni Unite di programmi di cooperazione, dall’altro ci sono interventi gestiti direttamente dall’Italia, come accade in Palestina: da una parte c’è la promozione di programmi insieme all’ONU, mediati coi vari ministeri Palestinesi che fanno da tramite, come quelli sull’uguaglianza di genere (UN Women); dall’altra c’è la costruzione di due ospedali a Hebron, di cui l’Italia ha la gestione diretta.

Tidu conclude il proprio intervento facendo notare due fattori che hanno decretato il successo della cooperazione Italiana nel Mediterraneo: la flessibilità dei tipi di intervento, con interventi mirati in più settori e in base alle esigenze di ciascun Paese, e la creazione di partnership con i vari Governi della sponda sud del Mediterraneo, tramite il raggiungimento di obiettivi comuni.

ENI CBC Bacino del Mediterraneo: risultati raggiunti e nuove prospettive

Dopo il discorso di Tidu, interviene il Dott. Aldo Puleo, responsabile del programma di cooperazione ENI CBC Bacino del Mediterraneo, passando in rassegna i risultati raggiunti nel periodo 2007-2013, gli obiettivi del periodo 2014-2020, e le prospettive per il 2021-2027.

Puleo descrive in breve gli obiettivi della politica Europea di vicinato, ovvero evitare le linee di divisione e contemporaneamente assicurare maggiore prosperità, stabilità e sicurezza presso tutti i Paesi coinvolti nel programma ENI CBC, concordando gli obiettivi degli interventi con i Governi locali.

Dopodiché espone i risultati raggiunti durante periodo di programmazione 2007-2013.

Durante questo periodo la Sardegna è stata eletta come Autorità di Gestione Comune del programma ENI CBC Bacino del Mediterraneo, che ha coinvolto 14 Paesi e un budget di 240 milioni di euro.

I risultati sono stati buoni, col miglioramento dei servizi, la valorizzazione dei siti archeologici, il sostegno alle startup, e varie collaborazioni per quanto concerne tematiche comuni (per esempio c’è stato un aumento della qualità dei prodotti caseari e il supporto commerciale per queste stesse merci in Italia, Egitto, Grecia, Tunisia e Libano); inoltre c’è stata una maggiore partecipazione femminile nei programmi di economia agraria, specialmente in Spagna, Libano e Palestina.

Dopo aver dato conto dei risultati raggiunti nel periodo 2007-2013, il Dott. Puleo espone gli obiettivi dell’attuale periodo di programmazione (2014-2020).

Il periodo attuale vede un budget complessivo di 209 milioni di euro, la partecipazione di 13 Paesi, con l’adesione dell’Algeria e l’esclusione della Siria (dovuta alla guerra civile ancora in corso); la Sardegna è stata riconfermata nel ruolo di Autorità di Gestione Comune.

Gli obiettivi prefissati sono: lo sviluppo delle piccole e medie imprese; maggiori contributi all’educazione e alla ricerca; un miglioramento dei programmi di inclusione sociale, con particolare enfasi sul problema dei neet (ovvero i giovani che non studiano, non lavorano, né sono in cerca di occupazione) e del maggior accesso delle donne nel mondo del lavoro; la salvaguardia dell’ambiente.

Infine Puleo espone quali saranno i punti focali dell prossimo periodo di programmazione (2021-2027): gli sforzi saranno maggiormente concentrati sulla crisi migratoria; saranno posti dei limiti ai pre-finanziamenti, e il tasso di co-finanziamento dell’Unione Europea per i vari programmi non sarà superiore al 70% (a fronte di punte anche del 90% dell’attuale periodo di programmazione).

Interventi non solo in Africa e Medio Oriente

Dopo l’intervento di Puleo, il Dott. Mauro Carta, di Fondazione con il Sud – ACLI, fa notare che gli investimenti sono stati indirizzati anche in Paesi Africani che non si affacciano sul Mediterraneo, tra cui il Senegal, il Mozambico e il Marocco.

Inoltre espone gli interventi dell’Unione Europea a sostegno di nazioni situate nella Penisola Balcanica: Kosovo, Bosnia e Albania, dove gli sforzi si sono concentrati maggiormente negli ambiti della microimprenditoria, dell’inclusione sociale e della formazione, del settore agroalimentare, nonché nei rimpatri volontari (è il caso dell’Albania).

Bisogna tener presente che la collaborazione internazionale coinvolge non soltanto gli Stati o le aziende, ma anche le associazioni non-profit e le organizzazioni non governative, e cita l’esempio della Comunità di Sant’Egidio e della Caritas, che operano in Siria.

Carta conclude il proprio intervento descrivendo la collaborazione attualmente in corso tra le varie isole del Mediterraneo, o comunque facenti parte di Stati membri UE (Sardegna, Creta, Madeira, Azzorre, Canarie), che prevede lo scambio reciproco di informazioni e buone pratiche per assicurare una maggiore inclusione socio-lavorativa non solo per i giovani che abitano nelle isole, ma anche per i migranti.

Il microcredito aiuta le piccole imprese della Sardegna

Il Dott. Gabor Pinna della Sfirs spa, agenzia che si occupa del microcredito in Sardegna, espone gli obiettivi e i traguardi raggiunti dalla Sfirs dalla sua nascita, avvenuta nel 2009 come conseguenza della crisi economica, a oggi.

Il microcredito è un prestito di denaro rivolto a soggetti non bancabili, cioé che non possono dare garanzie (pegno o ipoteca) alle banche per poter ottenere un mutuo, e vengono destinati alle piccole e medie imprese. La peculiarità del microcredito in Sardegna è la totale assenza di interessi, però il prestito massimo è di 25 mila euro, da restituire entro 5 anni, e i soldi restituiti vengono rimessi in circolo per altri finanziamenti.

Circa 4000 imprese hanno ricevuto prestiti dalla Sfirs, specialmente nei settori del commercio, dell’artigianato e del turismo. Buona parte delle imprese del settore artigianale è composto da donne di piccoli comuni della Sardegna, dedite solitamente alla produzione artigianale di pasta, e molte di queste situate nella ex-provincia del Medio Campidano.

Pinna conclude facendo notare i limiti del microcredito in Sardegna: esso non è adatto al settore informatico, né a quello dell’innovazione tecnologica, in quanto necessitano di finanziamenti di gran lunga superiori a 25 mila euro; né a quello agricolo, perché per legge questo settore non ne può usufruire, ma dovrà ricorrere ad altri tipi di finanziamenti europei già disponibili.

La Tunisia come futuro partner Europeo

Dopo il Dott. Pinna segue l’intervento in inglese di Ikram Makni, presidente della Camera di Commercio e dell’Industria di Sfax, la quale dopo una breve descrizione della città, secondo polo industriale e commerciale della Tunisia, espone i programmi di cooperazione tra Sfax e l’Europa attualmente in corso: la partecipazione al programma Erasmus +, e la partnership con accademie di Franchising in Francia e Germania, per ottenere il know-how sulla creazione e protezione dei marchi commerciali.

La presidente Makni inoltre propone una collaborazione tra le varie Camere di Commercio del Mediterraneo, e mette in luce un’importante questione: quella della crescita economica della Cina e degli investimenti Cinesi e Americani in Africa.

Segue la proposta all’Europa di collaborare economicamente con la Tunisia, al fine di attirare anche gli investimenti Europei e di contrastare i sempre crescenti investimenti e interessi degli Stati Uniti e della Cina: “la Tunisia”, spiega, “può rappresentare un ponte contro gli investimenti Americani e Cinesi”.

Internazionalizzazione delle imprese: gli errori più comuni

Il Dott. Enry di Giacomo, esponente della Camera di Commercio Italo-Maltese, parla degli errori più comuni commessi dagli imprenditori Italiani che decidono di internazionalizzare le proprie imprese e trasferirle a Malta (e non solo), essendo un esperto nel campo ed avendo internazionalizzato varie imprese del Lazio.

Secondo di Giacomo, i problemi più comuni sono legati alla disinformazione, e alla mancanza di un piano di sviluppo d’impresa dettagliato.

In particolare gli imprenditori non sanno quali siano i fondi regionali di aiuto disponibili alle imprese, né sono al corrente di quali imprese si siano già trasferite a Malta, a causa dell’assenza di un database apposito, precludendo di conseguenza accordi tra aziende: è necessaria la collaborazione tra le varie Camere di Commercio.

Inoltre esiste un problema di natura linguistica, perché gli imprenditori che trasferiscono le proprie imprese a Malta solitamente non parlano l’inglese: “anche se a Malta la lingua Italiana è assai parlata e conosciuta dalla popolazione”, conclude di Giacomo, “è necessario conoscere l’Inglese per poter svolgere le proprie mansioni al meglio, essendo la lingua ufficiale di Malta, insieme al Maltese”.

Conclusione della prima giornata

L’ ultimo ospite è Antonello Cabras, presidente della Fondazione di Sardegna, che sottolinea l’importanza degli investimenti e della collaborazione tra i vari Stati per scambi di informazioni, culturali e di buone pratiche, ricordando che gli investimenti stessi vengono impiegati là dove ci sono possibilità di sviluppo e sono sostenibili.

Cita l’esempio dell’internazionalizzazione delle Università di Sassari e Cagliari, che hanno accolto studenti provenienti da Paesi della sponda meridionale del Mediterraneo, creando un circolo virtuoso: da un lato l’Unione Europea investe in queste due istituzioni proprio grazie all’internazionalizzazione; dall’altro gli studenti stranieri, memori della propria esperienza in Sardegna, potranno fare da tramite tra la regione e i propri Paesi di provenienza, aprendo le porte a nuove cooperazioni e nuovi investimenti.

L’ intervento finale è del Dott. Schiavone della Camera di Cooperazione Italo-Araba, il quale tira le somme della prima giornata del Forum e accoglie la proposta della presidente Makni della Camera di Commercio e dell’Industria di Sfax di creare una rete di collaborazione tra le camere di commercio del Mediterraneo.

La seconda giornata: seminari tematici

Durante la seconda giornata del Forum, svoltasi il 14 marzo presso il Villanova Coworking in Via San Saturnino, si è discusso di buone pratiche, piani di investimento nel dettaglio, e nuovi progetti di collaborazione. Hanno partecipato all’incontro anche degli studenti di una scuola superiore di Tortolì (Cagliari).

Il primo ad avere la parola è il Dott. Roberto Carpano, fondatore di EuropaBook, ente che si occupa di cooperazione internazionale, con una descrizione dei piani di investimento esterni dell’UE (EU External Investment Plan, o EIP), che come obiettivo si prefiggono quello di assicurare una crescita sostenibile e l’aumento dell’occupazione, cercando di contrastare le cause delle migrazioni: per raggiungere questi traguardi, sostiene Carpano, sono necessari 20 miliardi di dollari l’anno.

Chiaramente i finanziamenti dell’EIP non vengono concessi a chiunque ne faccia richiesta, ma bisogna rispettare dei requisiti, dopo aver superato un’analisi costi/benefici.

Questi finanziamenti sono indirizzati all’energia, alle piccole e medie imprese, all’agricoltura e allo sviluppo urbano sostenibile.

Il secondo seminario è stato tenuto dal Professor Aldo Berlinguer, dell’Università di Cagliari, che ha discusso la tematica delle buone pratiche dei traffici internazionali di merci: queste buone pratiche sono possibili e si diffondono grazie alla cooperazione tra i vari porti del Mediterraneo, che assicurano il continuo scambio di informazioni tecnologiche e sulla sostenibilità ambientale; viene menzionato anche il programma Europeo che si occupa del ripristino ambientale delle aree portuali, ECOPORTS.

Il terzo seminario vede come protagonista Ikram Makni, che dopo aver descritto più nel dettaglio le infrastrutture e l’economia della città di Sfax, ha parlato della collaborazione tra Sfax e la Svezia, che ha portato alla creazione di un Centro di Formazione e Certificazione della Qualità dei prodotti, e ha esposto il programma “Salim”, che vede la cooperazione tra la Camera di Commercio e dell’Industria di Sfax, e l’Università di Sfax, tramite un programma che prevede come progetto di tesi di laurea un vero e proprio business plan, incentrato sullo sviluppo di progetti e innovazioni che possono potenzialmente creare imprese competitive sul mercato; a questo progetto partecipano anche il Marocco e l’Organizzazione Internazionale della Francofonia.

Il quarto seminario è tenuto da Emanuele Cabras di OpenMed, associazione no-profit di cooperazione Europea, i cui obiettivi sono quelli di informare i funzionari pubblici e i privati sui fondi Europei di cooperazione Euromediterranea, e di promuovere programmi di sviluppo.

Durante la sua attività, OpenMed ha visto il coinvolgimento di 86 partecipanti, provenienti da 15 Paesi diversi: si tratta di università, camere di commercio, ministeri, ma anche organizzazioni no-profit.

Cabras poi descrive la Euromed Cooperation Summer School, fondata per formare esperti di cooperazione euromediterranea e per sviluppare nuovi progetti nei vari ambiti, come quello dei trasporti, dell’agicoltura e dello smaltimento dei rifiuti.

Il quinto seminario vede la presenza di Alessandro Franchi, dell’Autorità Portuale Mare di Sardegna, nata dalla fusione delle autorità portuali di Olbia e Cagliari, e che gestisce i 7 principali porti della Sardegna: l’ambito di discussione sono le buone pratiche dei porti in temi come quello della sicurezza, salvaguardia dell’ambiente, e la logistica.

Viene spiegato che la Sardegna è coinvolta in ben 17 progetti di collaborazione transfrontaliera con altre nazioni del Mediterraneo del Nord, specialmente con la Francia, per la vicinanza dell’isola con la Corsica.

Franchi auspica per il futuro il consolidamento della partnership con i Paesi del Mediterraneo del Nord, ma anche l’inizio di rapporti con quelli della sponda meridionale.

Nel corso del sesto seminario, Enry di Giacomo della Camera di Commercio Italo-Maltese descrive Malta e i suoi settori economici più importanti: il gaming (gioco d’azzardo online), il turismo, la finanza e il blockchain (le criptovalute).

Negli ultimi dieci anni Malta ha registrato una grandissima crescita economica grazie ai finanziamenti Europei, che lo Stato Maltese ha saputo sfruttare al meglio, reinvestendoli non solo nei vari settori, ma anche nello sviluppo del porto de La Valletta, che attira moltissimi traffici marittimi a causa dei fondali marini profondi dell’isola, che assicurano maggiore sicurezza durante le operazioni portuali: “i due porti con i fondali più profondi nel Mediterraneo meridionale sono quelli di La Valletta e Gioia Tauro, ma l’Italia non ha sviluppato il porto di Gioia Tauro, lasciando che un’importante fetta del traffico marittimo convogliasse verso Malta”, conclude di Giacomo.

Nel settimo seminario il Professor Silverio Ianniello, dell’Università di Parma fa delle riflessioni in tema di cooperazione internazionale.

In primo luogo sottolinea l’importanza di accogliere gli studenti stranieri nelle nostre università, in quanto questi saranno il punto di riferimento tra i loro Paesi di origine e le aziende sarde (pensiero espresso il giorno precedente da Antonello Cabras).

Poi sottolinea che collaborazione non significa colonizzazione: cooperare significa condividere know-how e mezzi tecnologici all’avanguardia. In passato l’Italia, cooperando con Paesi meno sviluppati, ha donato dei macchinari obsoleti,considerati però tecnologici da chi li riceveva, e d’altro canto questo è successo anche durante nel nostro Paese, quando il nord ha investito in programmi di crescita per il sud, dando alle aziende del mezzogiorno dei macchinari che erano considerati obsoleti: questa, secondo Ianniello, è colonizzazione, non cooperazione.

Il Prof. Ianniello conclude il proprio intervento auspicando una maggior spinta alla collaborazione internazionale.

L’ultimo seminario riguarda i programmi di cooperazione nella pratica, con la partecipazione di Benedetta Iannelli (ACLI), Laura Casta (del progetto GRENECO) e Fabrizio Floris,manager finanziario.

La Dott.ssa Iannelli descrive il progetto Lab-Dakar, che consiste in aiuti economici e pubblicitari a una piccola impresa tessile di Dakar (Senegal), composta interamente da donne, che hanno frequentato corsi di formazione in ambito tessile e artigianale; dopodiché spiega nella pratica come si compila una domanda di finanziamento, quali sono le strategie di intervento e gli obiettivi da prefissare per ciascuna richiesta.

In seguito la Dott.ssa Casta espone nel dettaglio le strategie di scelta dei partner nei vari progetti, come stabilire relazioni con loro e quali tipi di collaborazione; i partner dovrebbero essere scelti in base alle loro competenze tecniche, linguistiche, alla loro esperienza nel campo.

Infine il dott. Floris spiega brevemente le tematiche finanziarie dei progetti e la ripartizione fra i partner coinvolti.

L’intervento di Floris conclude il Forum Internazionale della Cooperazione Euromediterranea: nella conclusione, i partecipanti hanno auspicato legami sempre più stretti e fruttuosi tra l’Unione Europea, l’Italia, la Sardegna e tutti gli altri partner del mar Mediterraneo, al fine di creare un futuro più prospero e sostenibile per i popoli che vi abitano.

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